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PMI: Sviluppare business in un contesto instabile

03/07/2025/in Sviluppo business/da Pietro Landri

Grandi incertezze, grandi opportunità per 221000 PMI

Come sviluppare business in un contesto instabile secondo Verum Partners

In un’epoca segnata da conflitti geopolitici, tensioni commerciali globali, volatilità finanziaria e trasformazioni tecnologiche sempre più rapide, le imprese si trovano ad affrontare un contesto definito da una sola certezza: l’instabilità.

Eppure, proprio in questa complessità si nascondono le più grandi opportunità di crescita, innovazione e rinnovamento del tessuto imprenditoriale italiano. È questo il messaggio forte e chiaro emerso dal convegno “Grandi incertezze, grandi opportunità – Sviluppare business in un contesto instabile”, organizzato da Verum Partners il 2 luglio 2025, moderato da Paolo Brambilla, direttore di La Mia Finanza.

Un confronto ad alto livello tra consulenti, imprenditori e analisti, arricchito dagli interventi di Renato Mannheimer, Stefano Grassi, Michele Rolleri e Fabrizio Piccoli, che ha offerto una lettura integrata dei fenomeni in atto e proposte operative per accompagnare le PMI italiane in un percorso di crescita sostenibile e trasformazione strategica.


Contesto: tra crisi sistemiche e nuove dinamiche economiche

La fase storica che stiamo vivendo è definita da una convergenza di crisi:

  • Guerre in aree strategiche del mondo

  • Tensioni commerciali e dazi che alimentano l’inflazione

  • Instabilità geopolitica diffusa e mutamenti nei rapporti di forza globali

  • Transizione digitale e post-Covid, con l’accelerazione di e-commerce, smart working e automazione

A tutto ciò si aggiungono cambiamenti demografici significativi: invecchiamento della popolazione attiva, crescita della silver economy, richiesta di nuovi servizi e miglioramento delle condizioni di vita.

Nel frattempo, l’intelligenza artificiale sta ridisegnando il mondo del lavoro, ponendosi come una nuova rivoluzione industriale. Alcune professioni scompariranno, altre nasceranno: il saldo netto, secondo molti esperti, sarà positivo. Ma a patto di saper guidare il cambiamento.


L’Italia: punti di forza e debolezze sistemiche

Nonostante l’incertezza, l’Italia conserva posizioni di leadership:

  • 3ª economia dell’UE, 2ª per manifattura

  • Eccellenze in settori ad alta tecnologia: automazione, robotica, spaziale, difesa, nucleare, cantieristica

  • Alta capacità di esportazione, PIL pro capite elevato, qualità della vita, patrimonio culturale (siti UNESCO), stile di vita e tradizione enogastronomica

Tuttavia, persistono fragilità strutturali. Nel tessuto imprenditoriale italiano operano 5 milioni di imprenditori, di cui il 30% donne, ma nelle PMI e microimprese è ancora scarsa la propensione alle sinergie, all’aggregazione e alla crescita dimensionale.


La fiducia nell’impresa resiste

I dati illustrati da Renato Mannheimer (Eumetra) confermano che, nonostante tutto, gli italiani credono nelle imprese:

  • Il 66% ha un giudizio positivo sugli imprenditori (72% tra i giovani, 69% tra i senior)

  • Il 78% apprezza le PMI (83% tra i senior), con appena un 10% di giudizi negativi

Un dato confortante, che deve spronare le imprese a fare sistema, abbracciare l’innovazione e superare l’autosufficienza.


Il modello Verum per la crescita e la trasformazione delle PMI

Stefano Grassi, COO di Verum Partners, ha presentato una fotografia realistica e lucida delle difficoltà che ostacolano lo sviluppo delle PMI:

  • Tasso di sopravvivenza familiare bassissimo: 50% tra prima e seconda generazione, 13% tra seconda e terza, appena 4% tra terza e quarta

  • Accesso al credito in forte calo (da 900 a 600 miliardi di euro)

  • Normative complesse, ritardi nella digitalizzazione e riluttanza all’internazionalizzazione

  • Eredità imprenditoriali fragili, per mancanza di competenze o per conflitti familiari

  • Timori ESG e scale-up evitati per non complicare la governance

Per rispondere a queste sfide, Verum ha sviluppato un modello di accompagnamento delle PMI lungo quattro fasi chiave:

  1. Start-up: avvio, validazione, primo posizionamento

  2. Crescita: scale-up, internazionalizzazione, sviluppo commerciale

  3. Maturità: consolidamento, ottimizzazione di processi e persone

  4. Exit: cessione, M&A, passaggio generazionale o manageriale

Un processo guidato da ascolto, visione industriale, capacità di execution e attenzione costante alla sostenibilità, non solo ambientale ma anche economica e relazionale.


Finanza: l’altro nodo cruciale

Michele Rolleri, CEO di Verum Finance, ha affrontato con decisione il tema dell’accesso alla finanza.

Le 221.000 PMI italiane (con fatturato tra 2 e 50 milioni di euro e tra 10 e 250 dipendenti) rappresentano il 41% del fatturato nazionale, ma faticano sempre più ad accedere al credito:

  • Banche più caute, garanzie più stringenti

  • Tempi di istruttoria sempre più lunghi

  • Calo degli sportelli (-32% in 8 anni), aumento degli intermediari informali (+44%)

Inoltre, il mercato dei capitali italiano è ancora arretrato: scarsa presenza di fondi di private equity e capitali pazienti, limitato accesso a strumenti di digital finance.

In questo scenario, Verum Finance si propone come hub per l’accesso al credito e alla finanza d’impresa, mettendo in campo:

  • Finanza ordinaria (bancaria, linee di credito)

  • Finanza straordinaria (M&A, minibond, equity)

  • Finanza agevolata (bandi, incentivi)

  • Mediazione assicurativa e fideiussoria

Il tutto con un approccio integrato tra presenza territoriale, partner bancari e assicurativi, piattaforma tecnologica e consulenza esperta.


Tecnologia e ascolto: il binomio vincente

Infine, Fabrizio Piccoli, CEO di Verum Partners, ha ricordato che l’intelligenza artificiale – per quanto rivoluzionaria – è solo uno strumento. Perché sia utile, occorre saper ascoltare.

Oggi manca dialogo tra imprenditori, manager, consulenti, investitori. E manca sintonia intergenerazionale.

Serve dunque una cultura dell’ascolto che sappia riconoscere i segnali deboli, tradurli in strategie e creare allineamento tra tutte le componenti dell’ecosistema d’impresa. Solo così si può governare il cambiamento tecnologico e renderlo generativo.


Conclusione: dalle parole ai piani d’azione

Il convegno Verum Partners ha mostrato chiaramente che l’instabilità non è un ostacolo ma una condizione permanente. E come tale va affrontata con metodo, strumenti e visione.

Il futuro delle PMI italiane passerà dalla capacità di:

  • Accettare il cambiamento

  • Rafforzare la governance

  • Integrare finanza, tecnologia e capitale umano

  • Sviluppare relazioni sistemiche e intergenerazionali

Perché solo chi ascolta, comprende e agisce può trasformare la crisi in opportunità. E costruire un’impresa più solida, sostenibile e capace di affrontare il futuro.

Tags: PMI, Professionisti, Reti, Valore
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3 commenti
  1. Massimo Bocca
    Massimo Bocca dice:
    03/07/2025 in 8:52 AM

    Interessante come manchino gli indicatori di performance delle PMI, sostituiti dal “sentiment” generale del pubblico medio, cosa pensano delle PMI.

    I numeri sono impietosi nel dare la dimensione e la rilevanza di quanto detto nel testo: le vecchie strutture non reggono la navigazione nei mari complessi delle catene di valore moderne, il processo di raccolta ordini e commesse è sempre meno amicale/conviviale e sempre più un processo strutturato che richiede gestione e costi, insomma “piccolo è bello” si conferma una truffa.

    Le PMI devono scegliere con attenzione il loro campo di gioco, sapendo che quello domestico, con le regole note, è in contrazione irreversibile: anche il piccolo cliente storico muore, o fa un salto di qualità, o viene assorbito in una realtà più grande e strutturata. Ci sono sempre meno posti al tavolo dei nostalgici del business anni ’90.

    Rispondi
    • Pietro Landri
      Pietro Landri dice:
      03/07/2025 in 9:00 AM

      Vero. In realtà il convegno era stato strutturato da VERUM come “promozione” delle proprie attività consulenziali e testimonianze in diretta di alcuni loro clienti. Analisi piuttosto rigorosa peraltro e presentazione strutturata del loro metodo piuttosto convincente.

      Per “alleggerire” i toni del convegno hanno chiamato Mannheimer, sempre brillante come oratore nonostante gli 80 anni e la salute malandata. Ovviamente lui l’ha buttata in “sondaggio” per dare un messaggio ottimista e lanciare il messaggio vero di… VERUM: Houston abbiamo un problema serio, ma ghe pensi mì a trasformare il problema in opportunità (e la gente è d’accordo).

      Questo però non lo scrivo su LinkedIn… Quello che accade fra i castori resta fra i castori 🙂

      Rispondi
      • Massimo Bocca
        Massimo Bocca dice:
        27/07/2025 in 2:07 PM

        Non lo scrivi, e lo capisco, ma resta un’occasione persa per chi non lo legge, c’è un grande valore in quella prospettiva

        Rispondi

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