PMI: Sviluppare business in un contesto instabile
Grandi incertezze, grandi opportunità per 221000 PMI
Come sviluppare business in un contesto instabile secondo Verum Partners
In un’epoca segnata da conflitti geopolitici, tensioni commerciali globali, volatilità finanziaria e trasformazioni tecnologiche sempre più rapide, le imprese si trovano ad affrontare un contesto definito da una sola certezza: l’instabilità.
Eppure, proprio in questa complessità si nascondono le più grandi opportunità di crescita, innovazione e rinnovamento del tessuto imprenditoriale italiano. È questo il messaggio forte e chiaro emerso dal convegno “Grandi incertezze, grandi opportunità – Sviluppare business in un contesto instabile”, organizzato da Verum Partners il 2 luglio 2025, moderato da Paolo Brambilla, direttore di La Mia Finanza.
Un confronto ad alto livello tra consulenti, imprenditori e analisti, arricchito dagli interventi di Renato Mannheimer, Stefano Grassi, Michele Rolleri e Fabrizio Piccoli, che ha offerto una lettura integrata dei fenomeni in atto e proposte operative per accompagnare le PMI italiane in un percorso di crescita sostenibile e trasformazione strategica.
Contesto: tra crisi sistemiche e nuove dinamiche economiche
La fase storica che stiamo vivendo è definita da una convergenza di crisi:
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Guerre in aree strategiche del mondo
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Tensioni commerciali e dazi che alimentano l’inflazione
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Instabilità geopolitica diffusa e mutamenti nei rapporti di forza globali
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Transizione digitale e post-Covid, con l’accelerazione di e-commerce, smart working e automazione
A tutto ciò si aggiungono cambiamenti demografici significativi: invecchiamento della popolazione attiva, crescita della silver economy, richiesta di nuovi servizi e miglioramento delle condizioni di vita.
Nel frattempo, l’intelligenza artificiale sta ridisegnando il mondo del lavoro, ponendosi come una nuova rivoluzione industriale. Alcune professioni scompariranno, altre nasceranno: il saldo netto, secondo molti esperti, sarà positivo. Ma a patto di saper guidare il cambiamento.
L’Italia: punti di forza e debolezze sistemiche
Nonostante l’incertezza, l’Italia conserva posizioni di leadership:
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3ª economia dell’UE, 2ª per manifattura
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Eccellenze in settori ad alta tecnologia: automazione, robotica, spaziale, difesa, nucleare, cantieristica
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Alta capacità di esportazione, PIL pro capite elevato, qualità della vita, patrimonio culturale (siti UNESCO), stile di vita e tradizione enogastronomica
Tuttavia, persistono fragilità strutturali. Nel tessuto imprenditoriale italiano operano 5 milioni di imprenditori, di cui il 30% donne, ma nelle PMI e microimprese è ancora scarsa la propensione alle sinergie, all’aggregazione e alla crescita dimensionale.
La fiducia nell’impresa resiste
I dati illustrati da Renato Mannheimer (Eumetra) confermano che, nonostante tutto, gli italiani credono nelle imprese:
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Il 66% ha un giudizio positivo sugli imprenditori (72% tra i giovani, 69% tra i senior)
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Il 78% apprezza le PMI (83% tra i senior), con appena un 10% di giudizi negativi
Un dato confortante, che deve spronare le imprese a fare sistema, abbracciare l’innovazione e superare l’autosufficienza.
Il modello Verum per la crescita e la trasformazione delle PMI
Stefano Grassi, COO di Verum Partners, ha presentato una fotografia realistica e lucida delle difficoltà che ostacolano lo sviluppo delle PMI:
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Tasso di sopravvivenza familiare bassissimo: 50% tra prima e seconda generazione, 13% tra seconda e terza, appena 4% tra terza e quarta
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Accesso al credito in forte calo (da 900 a 600 miliardi di euro)
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Normative complesse, ritardi nella digitalizzazione e riluttanza all’internazionalizzazione
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Eredità imprenditoriali fragili, per mancanza di competenze o per conflitti familiari
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Timori ESG e scale-up evitati per non complicare la governance
Per rispondere a queste sfide, Verum ha sviluppato un modello di accompagnamento delle PMI lungo quattro fasi chiave:
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Start-up: avvio, validazione, primo posizionamento
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Crescita: scale-up, internazionalizzazione, sviluppo commerciale
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Maturità: consolidamento, ottimizzazione di processi e persone
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Exit: cessione, M&A, passaggio generazionale o manageriale
Un processo guidato da ascolto, visione industriale, capacità di execution e attenzione costante alla sostenibilità, non solo ambientale ma anche economica e relazionale.
Finanza: l’altro nodo cruciale
Michele Rolleri, CEO di Verum Finance, ha affrontato con decisione il tema dell’accesso alla finanza.
Le 221.000 PMI italiane (con fatturato tra 2 e 50 milioni di euro e tra 10 e 250 dipendenti) rappresentano il 41% del fatturato nazionale, ma faticano sempre più ad accedere al credito:
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Banche più caute, garanzie più stringenti
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Tempi di istruttoria sempre più lunghi
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Calo degli sportelli (-32% in 8 anni), aumento degli intermediari informali (+44%)
Inoltre, il mercato dei capitali italiano è ancora arretrato: scarsa presenza di fondi di private equity e capitali pazienti, limitato accesso a strumenti di digital finance.
In questo scenario, Verum Finance si propone come hub per l’accesso al credito e alla finanza d’impresa, mettendo in campo:
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Finanza ordinaria (bancaria, linee di credito)
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Finanza straordinaria (M&A, minibond, equity)
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Finanza agevolata (bandi, incentivi)
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Mediazione assicurativa e fideiussoria
Il tutto con un approccio integrato tra presenza territoriale, partner bancari e assicurativi, piattaforma tecnologica e consulenza esperta.
Tecnologia e ascolto: il binomio vincente
Infine, Fabrizio Piccoli, CEO di Verum Partners, ha ricordato che l’intelligenza artificiale – per quanto rivoluzionaria – è solo uno strumento. Perché sia utile, occorre saper ascoltare.
Oggi manca dialogo tra imprenditori, manager, consulenti, investitori. E manca sintonia intergenerazionale.
Serve dunque una cultura dell’ascolto che sappia riconoscere i segnali deboli, tradurli in strategie e creare allineamento tra tutte le componenti dell’ecosistema d’impresa. Solo così si può governare il cambiamento tecnologico e renderlo generativo.
Conclusione: dalle parole ai piani d’azione
Il convegno Verum Partners ha mostrato chiaramente che l’instabilità non è un ostacolo ma una condizione permanente. E come tale va affrontata con metodo, strumenti e visione.
Il futuro delle PMI italiane passerà dalla capacità di:
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Accettare il cambiamento
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Rafforzare la governance
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Integrare finanza, tecnologia e capitale umano
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Sviluppare relazioni sistemiche e intergenerazionali
Perché solo chi ascolta, comprende e agisce può trasformare la crisi in opportunità. E costruire un’impresa più solida, sostenibile e capace di affrontare il futuro.






Interessante come manchino gli indicatori di performance delle PMI, sostituiti dal “sentiment” generale del pubblico medio, cosa pensano delle PMI.
I numeri sono impietosi nel dare la dimensione e la rilevanza di quanto detto nel testo: le vecchie strutture non reggono la navigazione nei mari complessi delle catene di valore moderne, il processo di raccolta ordini e commesse è sempre meno amicale/conviviale e sempre più un processo strutturato che richiede gestione e costi, insomma “piccolo è bello” si conferma una truffa.
Le PMI devono scegliere con attenzione il loro campo di gioco, sapendo che quello domestico, con le regole note, è in contrazione irreversibile: anche il piccolo cliente storico muore, o fa un salto di qualità, o viene assorbito in una realtà più grande e strutturata. Ci sono sempre meno posti al tavolo dei nostalgici del business anni ’90.
Vero. In realtà il convegno era stato strutturato da VERUM come “promozione” delle proprie attività consulenziali e testimonianze in diretta di alcuni loro clienti. Analisi piuttosto rigorosa peraltro e presentazione strutturata del loro metodo piuttosto convincente.
Per “alleggerire” i toni del convegno hanno chiamato Mannheimer, sempre brillante come oratore nonostante gli 80 anni e la salute malandata. Ovviamente lui l’ha buttata in “sondaggio” per dare un messaggio ottimista e lanciare il messaggio vero di… VERUM: Houston abbiamo un problema serio, ma ghe pensi mì a trasformare il problema in opportunità (e la gente è d’accordo).
Questo però non lo scrivo su LinkedIn… Quello che accade fra i castori resta fra i castori 🙂
Non lo scrivi, e lo capisco, ma resta un’occasione persa per chi non lo legge, c’è un grande valore in quella prospettiva